Lui & Lei
La psicologa - PARTE 1
istinto89
21.06.2016 |
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"Durante il tragitto cominciò a spiegarmi che la lite con il marito era dovuta al fatto che lei si sentiva trascurata..."
Tempo fa a causa di un infortunio, ho svolto dei cicli di fisioterapia presso un centro di riabilitazione. L'unica cosa positiva di tutta la vicenda, è aver conosciuto Raffaella, una psicologa di 41 anni, mora, fisico da trentenne. L'ho conosciuta davvero per caso, poiché per una coincidenza di orari, abbiamo iniziato a fare fisioterapia nella stessa stanza con due fisioterapisti diversi. Lei molto socievole,lì per fare dei massaggi, ha iniziato a stuzzicarmi fin da subito, attaccando bottone interessandosi sempre più a me e ai miei interessi. Un giorno si è presentata con una minigonna di jeans, ed io appena terminata la seduta invece di andarmene mi intrattenni con molto piacere a parlare con lei. Mi misi difronte al suo lettino seduto, con lei che molto dolcemente apriva le gambe, con il fisioterapista alle sue spalle intento nel suo lavoro, lasciandomi intravedere quel minimo che bastava per accendere in me quel desiderio di aprirle le gambe e leccarle il clitoride. Mi resi conto che le era scattato qualcosa, era attratta da me. Mi ero accorto più di una volta, che durante le sedute spesso mentre si parlava, lei continuava a fissarmi il pacco, era quasi chiaro che le piacevo. Un giorno a fine seduta la vedo tutta nervosa e di fretta. Mi incammino con lei offrendomi di accompagnarla fino alla sua macchina. Durante il tragitto per raggiungere il parcheggio, lei non disse una parola,soltanto un grazie quando Le aprii la porta di uscita del centro. Giunti alla sua vettura finalmente iniziò a parlarmi, dicendomi di scusarla, poiché aveva avuto una forte lite con il marito e per questo era molto nervosa. Io senza pensarci molto le chiesi di prenderci un caffè insieme, e lei accettò di buon grado. Andammo con la sua macchina, io mi misi alla guida e uscimmo dal parcheggio. Durante il tragitto cominciò a spiegarmi che la lite con il marito era dovuta al fatto che lei si sentiva trascurata. La prima cosa che mi venne in mente, fu quella di dire: "certo che deve essere proprio stupido, con una donna come te". E lei molto lusingata: "grazie, che carino che sei", prese e mi diede un bacio sulla guancia. A quel punto fui preso da un impeto, e mi venne spontaneo inchiodare l'auto accostando, la afferrai e le diedi un bacio sulla bocca, con lei che non oppose per niente resistenza. Ad un certo punto lei mi scostò, intimandomi di andarcene in un posto più tranquillo, senza il rischio di poter essere riconosciuti da qualcuno. La invitai allora ad andarcene nella mia casa di campagna, e durante quasi tutto il tragitto la mia mano si insinuava sotto la sua gonna avvertendo la sua figa bagnata. Arrivati le feci vedere per un istante la mia casetta e subito ci buttammo sul divano appena all'ingresso. Lei iniziò togliendosi la camicetta, ed io abbassandomi la cerniera dei pantaloni. Avevo già il cazzo bello drizzato, lei si chinò ed iniziò a farmi un pompino. Una volta soddisfatta la feci rialzare, e cominciai ad abbassarle prima la gonna e poi le mutandine. Lei si mise sul mio cazzo ed iniziai a penetrarla con vigore, ascoltando i suoi gemiti per ogni botta che le davo. Nel frattempo continuammo a baciarci strusciando i nostri corpi tanto da sembrare un tutt'uno. CONTINUA
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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